Polizia basca picchia i sopravvissuti alle torture della Global Sumud Flottiglia in Spagna

Il brutale pestaggio a Bilbao svela il programma di addestramento israeliano da 1,6 milioni di euro per la polizia basca.

Fonte: English version

Di Ahmed Eldin – 23 maggio 2026

Il video dall’aeroporto di Bilbao è tanto brutale quanto sconcertante. Sei attivisti baschi attraversano la zona arrivi, reduci dall’essere stati intercettati, arrestati e maltrattati dalle forze israeliane mentre cercavano di consegnare aiuti umanitari a Gaza, portando i segni fisici e psicologici dell’incontro con l’esercito israeliano.

Il pestaggio dei sopravvissuti alle torture da parte della polizia basca è un problema istituzionale.

Si tratta degli stessi poliziotti che hanno ricevuto 1,6 milioni di euro in contratti di sicurezza israeliani, addestrati da ex agenti del Mossad e dotati di tecnologia di sorveglianza israeliana.

La polizia basca, l’Ertzaintza, ha fatto irruzione all’aeroporto di Loiu con i manganelli in pugno. Hanno aggredito gli attivisti e gli amici e i familiari che si erano riuniti per dar loro il bentornato. Quattro persone sono state arrestate e accusate di “disobbedienza grave, resistenza e aggressione ad un agente delle autorità”, il classico schema per criminalizzare la solidarietà.

Le immagini sono scioccanti: poliziotti che picchiano persone appena sopravvissute alla prigionia israeliana. Persone trascinate e ammanettate appena scese da un aereo, con a bordo prove di Crimini di Guerra israeliani.

L’Ertzaintza si presenta come una forza di polizia diversa. Creata nel 1982 nell’ambito dell’autonomia basca, dovrebbe essere più attenta alle esigenze delle comunità locali e meno simile alla polizia nazionale spagnola, centralizzata.

La verità è che l’Ertzaintza ha una relazione di lunga data e complessa con Israele, che va ben oltre le posizioni ufficiali del governo spagnolo sulla Palestina.

Chiariamo di cosa stiamo parlando:

Tecnologia e attrezzature: l’Ertzaintza acquista da anni tecnologia e attrezzature israeliane. Il suo sistema di intercettazione telefonica proviene da Verint Systems, un’azienda israeliana con profondi legami con i servizi segreti militari israeliani. Un’azienda israeliana, la ICTS, ha gestito la sicurezza di alcune delle loro strutture. Hanno utilizzato giubbotti antiproiettile, telecamere di sorveglianza e dispositivi di intercettazione di fabbricazione israeliana.

Addestramento e servizi: l’Ertzaintza ha partecipato a corsi di addestramento tenuti da fonti israeliane, inclusi corsi della Guardian Defense & Homeland Security (Guardiani di Difesa e Sicurezza Nazionale), un’azienda gestita da un ex agente del Mossad che ha fornito addestramento al tiro a fuoco alla polizia spagnola.

Legami finanziari: non si tratta di transazioni di poco conto. Le istituzioni basche avrebbero speso oltre 1.660.000 euro in contratti con società di sicurezza legate a Israele. Nel 2021 l’Ertzaintza ha firmato un contratto da 3.569,50 euro solo per la “fornitura di contenitori per granate stordenti e distraenti” da queste stesse fonti israeliane.

Questa è la realtà istituzionale che contraddice la retorica politica.

Per anni, Israele ha coltivato attivamente i rapporti con le forze di polizia europee attraverso programmi di addestramento alla sicurezza. Aziende come la Israeli Tactical School (Scuola Tattica Israeliana), l’International Protection Services (Servizi di Protezione Internazionale) e l’ISA Security Academy (Accademia Internazionale per la Sicurezza) si presentano come esperte di antiterrorismo di prim’ordine. I loro istruttori provengono dallo Shin Bet, i servizi segreti israeliani. La loro dottrina enfatizza tattiche aggressive, la repressione delle folle e la considerazione del dissenso come una minaccia alla sicurezza.

La Israeli Tactical School si vanta apertamente di addestrare “professionisti della sicurezza in tutto il mondo” in “antiterrorismo e protezione personale”. Il loro programma di studi include “combattimento ravvicinato” e “contro-sorveglianza”, tattiche concepite per ambienti ad alto rischio che non sono esattamente ciò che ci si aspetterebbe in un gate di arrivo di un aeroporto.

Quando le forze israeliane aggrediscono sessualmente, torturano e brutalizzano attivisti internazionali che portano aiuti a Gaza, tali azioni inviano un messaggio chiaro a tutte le forze di polizia che hanno addestrato: “Ecco come si trattano le persone che ci sfidano. E dovreste fare lo stesso”.

Mentre il Primo Ministro spagnolo Pedro Sánchez si è posizionato come critico delle azioni israeliane a Gaza, chiedendo indagini e persino la sospensione dell’accordo di associazione UE-Israele, la realtà istituzionale sul campo racconta una storia diversa.

Il governo spagnolo può condannare le atrocità israeliane in dichiarazioni pubbliche, ma il suo apparato di sicurezza mantiene stretti legami con l’esercito e le società di sicurezza israeliane.

Questo spiega perché l’Ertzaintza si è comportata in quel modo a Bilbao. Fanno parte di un ecosistema di sicurezza che considera gli attivisti di solidarietà palestinese allo stesso modo delle forze di sicurezza israeliane.

È la stessa logica che permette all’agitatore di estrema destra Dani Esteve di invocare pubblicamente il bombardamento della flottiglia e di guidare manifestazioni a Madrid in totale impunità. Quando il sistema percepisce la solidarietà palestinese come una minaccia alla sicurezza nazionale, una lezione appresa dalla dottrina israeliana di controinsurrezione, agisce di conseguenza.

PERCHÉ BILBAO? PERCHÉ ORA?

Il tempismo è fondamentale. La Global Sumud Flotilla è arrivata in un momento in cui la pressione internazionale su Israele ha raggiunto livelli senza precedenti. La Corea del Sud ha condannato le azioni israeliane. I Paesi Bassi hanno vietato i prodotti provenienti dagli insediamenti. Persino negli Stati Uniti, la Lobby filo-israeliana sta perdendo terreno, con un numero crescente di americani che simpatizzano con i palestinesi anziché con gli israeliani, per la prima volta.

Israele e i suoi alleati sanno di stare perdendo la battaglia per la legittimità globale. Perciò stanno raddoppiando la repressione, non solo nei Territori Occupati, ma anche nelle città europee.

L’atteggiamento di Ertzaintza è stato un attacco alla credibilità dell’intera posizione spagnola sulla Palestina. Ha smascherato l’ipocrisia di un governo che parla di solidarietà mentre si rende complice.

Questa è la contraddizione al centro della “solidarietà” europea con la Palestina. Si può condannare il Genocidio israeliano a Bruxelles mentre la polizia applica la stessa logica repressiva a livello nazionale. Si può chiedere giustizia mentre le istituzioni reprimono attivamente il movimento che la rivendica.

Il contrasto tra Barcellona e Bilbao parla chiaro. A Barcellona, ​​gli attivisti sono stati accolti dal Ministro della Cultura Ernest Urtasun, che ha chiesto indagini sulle “Torture” israeliane e ha denunciato l’intercettazione come “Pirateria”. A Bilbao, invece, sono stati accolti con manganelli e arrestati.

Si tratta della contraddizione fondamentale tra la presunta solidarietà della Spagna con la Palestina e il suo intreccio istituzionale con l’apparato di sicurezza israeliano.

Gli attivisti che si sono imbarcati per Gaza non stavano portando solo aiuti umanitari, ma anche prove di Crimini di Guerra israeliani. E in queste prove risiede una sfida al sistema stesso che trae profitto dalla tecnologia e dall’addestramento israeliani.

Quando la polizia li ha attaccati a Bilbao, stava attaccando gli attivisti e le prove. Stava attaccando la verità, proteggendo i legami istituzionali che li vincolano alla stessa logica di sicurezza che opprime i palestinesi.

Il governo spagnolo può condannare le atrocità israeliane quanto vuole. Ma finché non reciderà i legami istituzionali che addestrano la polizia secondo la dottrina di sicurezza israeliana, finché non smetterà di acquistare tecnologia di sorveglianza israeliana, finché non porrà fine ai contratti con le società di sicurezza israeliane, le sue parole rimarranno vuote.

Gli attivisti sopravvissuti alla prigionia israeliana solo per essere attaccati dalla polizia spagnola comprendono questa realtà meglio di chiunque altro. Hanno visto in prima persona come la stessa logica di controllo e violenza colleghi Tel Aviv a Bilbao.

LA VERA DOMANDA

La vera domanda è perché una qualsiasi forza di polizia dovrebbe scegliere di allinearsi con una Potenza Occupante piuttosto che proteggere i propri cittadini.

Quando l’Ertzaintza ha picchiato le persone che davano il bentornato agli attivisti sopravvissuti alla detenzione israeliana, stava proteggendo il sistema che permette alle forze israeliane di commettere torture impunemente. Stava proteggendo l’illusione che la Spagna possa essere un vero alleato della Palestina mentre le sue istituzioni fanno il lavoro sporco per Israele in patria.

Un altro mondo è possibile. Ma non sarà costruito da forze di polizia che picchiano gli attivisti per aver difeso la libertà. Non sarà costruito da governi che condannano il Genocidio israeliano mentre lo permettono in patria.

Gli attivisti baschi lo avevano capito. Ecco perché sono salpati per Gaza. Ed ecco perché l’Ertzaintza aveva così tanta paura del loro ritorno.

Nel frattempo, Israele è impegnato a manipolare il mondo:

Chiediamo spiegazioni al governo spagnolo in merito al trattamento riservato agli anarchici della flottiglia: https://x.com/israelmfa/status/2058209600940212412?s=61&t=8KQ3Yp9qf7BCPwL8v0IMdw

Ahmed Eldin è un giornalista indipendente, attore e produttore precedentemente per New York Times, HBO, VICE, PBS, BBC e Al Jazeera.

Traduzione a cura di: Beniamino Rocchetto 
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