A Gaza la Nakba si consuma sotto gli occhi del mondo

Il mondo sta osservando. Gli Stati membri rispetteranno i loro obblighi e interverranno per fermare il Massacro, la Carestia, le malattie e altri Crimini di Guerra e Crimini contro l’Umanità che vengono perpetrati quotidianamente nella più totale impunità?

Fonte: English version

Rabbino Brant Rosen

Nel dicembre 2023, a soli tre mesi dal Genocidio israeliano a Gaza, il consiglio di amministrazione della congregazione ebraica progressista Tzedek Chicago ha rilasciato una dichiarazione pubblica intitolata: “A Gaza, Israele sta rivelando il vero volto del Sionismo”, sostenendo che “la Nakba in corso è il contesto essenziale per comprendere la terribile violenza degli ultimi tre mesi”. Un anno e mezzo dopo, queste parole risuonano con un’urgenza ancora più forte. Tutto indica che Israele stia avviando il processo di Distruzione Totale di Gaza, e dei palestinesi che vi abitano, con ogni mezzo necessario.

Siamo ormai a tre mesi dal Blocco Totale israeliano di cibo, carburante e aiuti umanitari, e la popolazione di Gaza è alle prese con una crescente Carestia. Il 4 maggio, l’Ufficio Stampa del governo di Gaza ha riferito che almeno 57 palestinesi sono già morti di fame, più di 3.500 bambini rischiano di morire di fame imminente, altri 70.000 bambini sono ricoverati in ospedale per grave malnutrizione e 1,1 milioni di bambini palestinesi non hanno i requisiti nutrizionali minimi per la sopravvivenza. Oltre 20 esperti delle Nazioni Unite per i diritti umani hanno stabilito che Israele sta usando la Fame Come Arma di Guerra, concludendo che “questi atti, oltre a costituire gravi Crimini internazionali, seguono modelli allarmanti e documentati di condotta Genocida”.

Allo stesso tempo, l’esercito israeliano ha intensificato la sua Campagna di bombardamenti, uccidendo palestinesi a un ritmo più alto che in qualsiasi altro momento dall’inizio del Genocidio. Al momento in cui scrivo, Israele ha ucciso 100 persone nelle ultime 24 ore in una serie di bombardamenti in tutto il Nord di Gaza. In alcune riprese della NBC News, si potevano vedere i corpi di bambini tra i morti dell’Ospedale Al-Shifa di Gaza.

Ci sono segnali inquietanti e convincenti che stiamo effettivamente assistendo al completamento della Nakba israeliana a Gaza. Il 4 maggio, il governo israeliano ha approvato un’operazione militare chiamata “I Carri di Gedeone”, che ordina all’esercito israeliano di prendere il controllo completo della Striscia di Gaza e di spostare l’intera popolazione in una piccola area di terra a Sud. Sebbene tecnicamente si trattasse di una notizia trapelata, alcuni politici israeliani non hanno esitato a parlare del Piano. Il Ministro delle Finanze Betzalel Smotrich l’ha detto molto chiaramente: “Gaza sarà completamente distrutta” in seguito a una vittoria militare israeliana, e i palestinesi “inizieranno a partire in gran numero verso Paesi terzi”.

Oltre a questa notizia, mercoledì scorso, Reuters ha recentemente riportato che Stati Uniti e Israele hanno discusso la possibilità che Washington guidi “un’amministrazione temporanea postbellica di Gaza”. Secondo cinque fonti, non ci sarebbe una tempistica definita per la durata dell’amministrazione guidata dagli Stati Uniti. Hanno paragonato la proposta all’Autorità Provvisoria della Coalizione in Iraq, istituita da Washington nel 2003, poco dopo l’invasione guidata dagli Stati Uniti che rovesciò il Regime di Saddam Hussein. Come ha giustamente sottolineato il giornalista e commentatore Mehdi Hasan in un’intervista odierna, l’amministrazione statunitense dell’Iraq è stata un “disastro assoluto”. Come ha affermato Hasan, “Ha aumentato le tensioni tra fazioni. Ha aumentato la violenza. Ha diviso il Paese. Ha fomentato una Resistenza ancora più violenta”.

Il 15 maggio, il popolo palestinese celebrerà il Giorno della Nakba, la commemorazione collettiva dell’espropriazione e della Pulizia Etnica delle proprie case. Per i palestinesi, questo non è solo il riconoscimento di un evento accaduto in passato, ma la commemorazione di un’ingiustizia che si sta ancora consumando in tempo reale. Eppure il Genocidio a Gaza, così come la Pulizia Etnica in corso in Cisgiordania, sono completamente assenti dalla stampa convenzionale e dalle preoccupazioni governative internazionali. Per quanto tempo il mondo permetterà che questo Crimine decennale continui? Non posso fare a meno di notare che la parashà di questa settimana, Parashat Acharei Mot (che significa “Dopo la Morte”), descrive un elaborato rito sacrificale di espiazione collettiva. Leggendo queste parole, mi è chiaro che la nostra complicità in questo sacrilegio in corso continua ad aggravarsi quanto più a lungo gli permettiamo di continuare. Le notizie da Gaza sono ormai passate in secondo piano, mentre il popolo palestinese continua a gridare al mondo.

Come hanno scritto i 20 esperti ONU per i diritti umani nella loro dichiarazione:

Il mondo sta osservando. Gli Stati membri rispetteranno i loro obblighi e interverranno per fermare il Massacro, la Carestia, le malattie e altri Crimini di Guerra e Crimini contro l’Umanità che vengono perpetrati quotidianamente nella più totale impunità?

La decisione è netta: rimanere passivi e assistere al Massacro di innocenti o partecipare all’elaborazione di una giusta Risoluzione. La coscienza globale si è risvegliata, se affermata, nonostante l’abisso morale in cui stiamo sprofondando, la giustizia alla fine prevarrà. 

Ken Yehi Retzon – Così sia.

Traduzione a cura di: Beniamino Rocchetto 
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