Il ritmo sconvolgente e senza precedenti con cui le donne vengono uccise nella Striscia di Gaza riflette un Modello israeliano sistematico di Uccisioni di Massa che prendono deliberatamente di mira le donne palestinesi, in particolare le madri
Fonte: English version
Dell’Osservatorio Euro-Mediterraneo per i Diritti Umani – 12 maggio 2025
Territorio Palestinese – Dall’inizio del Genocidio nell’ottobre 2023, l’esercito israeliano ha ucciso in media 21,3 donne al giorno attraverso bombardamenti diretti sulla Striscia di Gaza. Questo equivale a circa una donna palestinese all’ora, escludendo quelle morte per assedio, fame o mancanza di cure mediche, nessuna delle quali è inclusa nelle statistiche.
Il ritmo sconvolgente e senza precedenti con cui le donne vengono uccise nella Striscia di Gaza riflette un Modello israeliano sistematico di Uccisioni di Massa che prendono deliberatamente di mira le donne palestinesi, in particolare le madri. Il personale sul campo dell’Osservatorio Euro-Mediterraneo ha documentato l’uccisione di migliaia di donne, molte delle quali in età fertile, tra cui migliaia di madri uccise insieme ai loro figli nelle loro case, nei campi profughi, nei rifugi temporanei, o mentre fuggivano in cerca di sicurezza o cercavano di proteggere i loro figli dai bombardamenti. Il crescente numero di attacchi quotidiani indica che Israele sta usando l’uccisione di donne palestinesi nella Striscia di Gaza come strumento per distruggere un’intera fascia demografica, configurando il Crimine di Genocidio ai sensi del Diritto Internazionale.
I dati sul campo rivelano un modello israeliano sistematico di uccisioni di donne in gravidanza e giovani madri insieme ai loro figli, o mentre cercano di prendersi cura e proteggere le loro famiglie. Questa è una palese violazione del Diritto Internazionale Umanitario ed è un atto che minaccia direttamente il futuro della popolazione palestinese.
I registri sanitari ufficiali confermano l’uccisione di 12.400 donne palestinesi, tra cui 7.920 madri, durante i 582 giorni del Genocidio israeliano nella Striscia di Gaza. I dati sul campo indicano inoltre che i tassi di mortalità tra madri, donne in gravidanza e donne che allattano hanno raggiunto livelli senza precedenti a causa dei bombardamenti israeliani diretti.
Sono stati documentati diversi casi di madri uccise, tra cui Naifa Sadiq Zaki Ali Awida di 24 anni, suo marito Abdul Salam Mahmoud al-Agha e le loro due figlie, Ayloul di meno di 24 giorni e Zeina di 18 mesi. Sono stati uccisi in un attacco diretto israeliano mentre dormivano nella loro tenda nella zona di al-Mawasi a Khan Yunis all’alba di domenica 11 maggio 2025.
Anche Nada Abu Shaqra, suo marito Moatasem al-Alami e due dei loro figli sono stati uccisi in un attacco aereo israeliano contro un campo profughi nella stessa zona.
Una terza famiglia è stata presa di mira all’alba di giovedì 17 aprile 2025: Khadija Asaliya di 30 anni, suo marito Ghassan Asaliya di 31 e i loro cinque figli sono stati uccisi in un attacco con drone contro la loro tenda a Jabalia, nel Nord della Striscia di Gaza.
“Eravamo circa 135 persone in casa. C’è stato un attacco israeliano improvviso e solo 12 di noi sono sopravvissuti”, ha raccontato Sabreen Salem, sopravvissuta a un attacco aereo israeliano su un edificio a Gaza il 19 dicembre 2024. L’attacco ha ucciso oltre 120 persone, tra cui bambini e “molte donne e donne in gravidanza i cui corpi sono stati fatti a pezzi”, secondo Salem. “È stata una scena insopportabile”.
La persecuzione israeliana va oltre le uccisioni, poiché 60.000 donne in gravidanza stanno attualmente soffrendo gravi condizioni a causa di malnutrizione, fame e assistenza sanitaria inadeguata, secondo il Ministero della Sanità palestinese. Questa situazione è la diretta conseguenza del rigido blocco e del divieto di ingresso di beni e aiuti imposto da Israele dall’inizio di marzo.
L’uccisione di donne e madri palestinesi, in particolare donne in gravidanza, segue un chiaro schema di prevenzione delle nascite, costituendo un elemento fondamentale del Genocidio ai sensi dell’Articolo 2 (d) della Convenzione sul Genocidio del 1948. Questo Articolo definisce “l’imposizione di misure volte a impedire le nascite all’interno del gruppo” come un Atto di Genocidio.
La prevenzione delle nascite da parte di Israele nella Striscia di Gaza assume molteplici forme, tra cui l’uccisione diretta di donne in età fertile; la persecuzione di madri in gravidanza; la distruzione delle infrastrutture sanitarie per il parto e l’assistenza materna; la negazione di medicinali e forniture mediche essenziali; la privazione di cibo a madri e neonati; e la mancanza di un’alimentazione adeguata per madri e neonati, con conseguenti decessi lenti e gravi complicazioni per la salute.
Le madri palestinesi vivono un complesso disagio psicologico a causa della perdita di figli, mariti e/o case, oltre all’incapacità di proteggere se stesse, le proprie famiglie e/o i propri mezzi di sussistenza. La mancanza di sicurezza e i ripetuti sfollamenti intensificano ulteriormente l’ansia, la depressione e i gravi traumi psicologici.
“Siamo state sfollate più di 10 volte e siamo sopravvissute a numerosi bombardamenti”, ha dichiarato Abeer H., madre di quattro figli di Gaza, che ha chiesto di non rivelare il suo cognome per motivi di sicurezza. “Non posso rassicurare i miei figli. Ogni notte si addormentano con il fragore dei bombardamenti e io piango, temendo di svegliarmi e di non trovare nessuno di loro vivo”.
Ha continuato: “Ho assistito alla tragedia della morte di madri e figli. Sono diventata una madre impotente, senza cibo”.
Tutti gli Stati, sia individualmente che collettivamente, devono adempiere alle proprie responsabilità legali adottando misure urgenti per fermare il Genocidio nella Striscia di Gaza, attuando misure efficaci per proteggere i civili palestinesi; garantendo il rispetto da parte di Israele del Diritto Internazionale e delle decisioni della Corte Internazionale di Giustizia; e chiedendo a Israele di rispondere dei suoi Crimini contro i palestinesi. La Corte Penale Internazionale deve riemettere i mandati di arresto per il Primo Ministro e il Ministro della Difesa israeliani il prima possibile, in conformità con il principio secondo cui non esiste immunità per i Crimini internazionali.
La comunità internazionale deve inoltre imporre sanzioni economiche, diplomatiche e militari a Israele per le sue sistematiche e gravi violazioni del Diritto Internazionale. Tali sanzioni dovrebbero includere un embargo sulle armi; la cessazione di ogni sostegno politico, finanziario e militare; il congelamento dei beni dei funzionari coinvolti in Crimini contro i palestinesi; l’imposizione di divieti di viaggio; e la sospensione dei privilegi commerciali e degli accordi bilaterali che forniscono a Israele benefici economici che consentono la prosecuzione dei suoi Crimini.
Traduzione a cura di: Beniamino Rocchetto
Tutti gli articoli del BLOG: Invictapalestina.org
Eventi a noi segnalati: Eventi
Disclaimer: non sempre Invictapalestina condivide le opinioni espresse negli articoli che pubblichiamo, ma pensiamo che opinioni anche diverse possano essere utili per capire e approfondire gli argomenti da noi proposti. I contenuti offerti dal BLOG sono redatti/tradotti gratuitamente con la massima cura/diligenza, Invictapalestina tuttavia, declina ogni responsabilità, diretta e indiretta, nei confronti degli utenti e in generale di qualsiasi terzo, per eventuali imprecisioni, errori, omissioni.

