Israele non può permettersi il lusso di ripudiare Ben-Gvir quando lo mette in imbarazzo: egli è il “Signore della Terra”. La supremazia ebraica non è forse un valore venerato nello “stato ebraico democratico”? È un valore supremo.
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Immagine di copertina: Immagini tratte dal video del ministro israeliano della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir, che illustra il trattamento riservato da Israele agli attivisti della flottiglia, mercoledì 20 maggio ad Ashdod, in Israele.
Di Rogel Alpher • Tradotto dall’ebraico da Sol Salbe – 21 Maggio 2026
«No, lei non è il volto di Israele», ha scritto il Ministro degli Esteri Gideon Sa’ar al Ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir. «Il modo in cui il Ministro Ben Gvir ha trattato gli attivisti della flottiglia», ha scritto il Primo Ministro Netanyahu, «non è coerente con i valori e le norme di Israele». Ma perché? Cosa ha fatto Ben Gvir che lo squalifica dall’essere il volto di Israele e cosa non è coerente con i suoi valori? Beh, ha pubblicato una registrazione di sè stesso mentre faceva qualcosa. Fin qui, comportamento normale in Israele? Normale. Cosa stava facendo mentre si registrava?Stava umiliando i «sostenitori del terrorismo di Hamas». Così li ha definiti Netanyahu. Così li definisce l’ampio consenso israeliano. Non è forse considerato normale in Israele umiliare i «sostenitori del terrorismo di Hamas»? È considerato abbastanza normale, persino auspicabile, quasi necessario, al limite dell’essere richiesto.
Il video mostra un membro delle forze di sicurezza che afferra per la nuca un’attivista che gridava “Palestina libera”, spingendola violentemente a terra e facendola inginocchiare, prima di trascinarla via con le mani legate dietro la schiena. E una manifestante israeliana che protesta contro i crimini di guerra di Israele a Gaza non subirebbe esattamente lo stesso trattamento? Certo che sì. Anzi, le verrebbe ordinato di spogliarsi per aver fatto molto meno. Sarebbe bastato che sua figlia fosse stata vista cantare una canzone di protesta davanti alla casa di un ministro.

Questo è il trattamento che Israele riserva agli oppositori del regime che protestano contro le azioni del governo, proprio come i partecipanti alla flottiglia cercano di protestare contro le azioni del governo a Gaza: brutale, umiliante, arrogante e volto a mettere a tacere le critiche al governo con la forza.
Mettere a tacere le critiche al governo con la forza è certamente una norma israeliana contemporanea. Lo è anche il feedback che Ben-Gvir ha dato alle forze di sicurezza, quando le ha elogiate per il loro “ottimo lavoro”. Le elogia costantemente quando fanno ciò che lui ordina. Ha issato la bandiera israeliana e ha gridato “Benvenuti in Israele, noi siamo i signori della terra”. E allora? La settimana scorsa, in occasione della Giornata di Gerusalemme, è salito sul Monte del Tempio/Haram al-Shrif e ha issato la bandiera per dimostrare che “questo governo ha ripristinato la governance”. Fa questo genere di cose di continuo.
Agli attivisti della flottiglia è stato ordinato di inginocchiarsi, a capo chino, con le mani legate, mentre in sottofondo risuonava l’inno nazionale israeliano. Non è forse questo un atteggiamento sionista appropriato nei confronti dei sostenitori neonazisti? Quando alcuni di loro hanno iniziato a gridare, Ben-Gvir è passato accanto a loro dicendo: “Non lasciatevi turbare dalle grida”. Queste sono espressioni di supremazia ebraica. Non è forse la supremazia ebraica un valore venerato nello “stato ebraico democratico”? È un valore supremo.
Israele e il suo governo non possono permettersi il lusso di ignorare Ben-Gvir quando li mette in imbarazzo. Lui è il loro volto, ed è anzi il Signore della Terra. Molto più della delegazione dell’Eurovision. E ciò che ha fatto ai partecipanti alla flottiglia, lui – e le sue forze di sicurezza – non vedono l’ora di farlo a quegli elettori che, alle prossime elezioni, saranno anch’essi accusati di sostenere il terrorismo di Hamas. Neanche le loro grida lo turberanno.
Tradotto dall’ebraico da Sol Salbe , Middle East News Service

Traduzione a cura di Grazia Parolari
“Tutti gli esseri senzienti sono moralmente uguali”
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