La Normalità del Male: riflessioni sul documentario “NAZA”

Questi israeliani incarnano qualcosa di diverso dai Nazisti, che cercarono di nascondere i loro crimini al proprio popolo, temendo che non li avrebbe sostenuti. Il nuovo film parla della Normalità del Male in una società che ha ampiamente accettato il Genocidio che si sta consumando a meno di 60 chilometri a Sud di Tel Aviv.

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Di Yakov M. Rabkin – 19 ottobre 2026

La caratterizzazione di Eichmann da parte di Hannah Arendt come rappresentante della “Banalità del Male”, sottotitolo del suo libro Eichmann a Gerusalemme, ha scioccato molti. È stata poi criticata in seguito alla scoperta delle dichiarazioni antisemite del suo protagonista, sconosciute durante il processo. Il nuovo film NAZA, che documenta i meccanismi interni del Genocidio di Gaza, riporta alla ribalta il concetto di Banalità del Male. Solo che questa volta abbiamo le testimonianze di una ventina di carnefici che, a differenza di Eichmann, non si trovano di fronte a un tribunale, ma condividono la loro esperienza perlopiù in modo informale e rilassato, alcuni con orgoglio per ciò che hanno fatto, altri con rimorso. Sembrano uomini e donne normali della classe media che svolgono coscienziosamente il loro impegnativo lavoro ad alta tecnologia. Questi israeliani incarnano qualcosa di diverso dai Nazisti, che cercarono di nascondere i loro crimini al proprio popolo, temendo che non li avrebbe sostenuti. Il nuovo film parla della Normalità del Male in una società che ha ampiamente accettato il Genocidio che si sta consumando a meno di 60 chilometri a Sud di Tel Aviv.

I ventiquattro responsabili intervistati nel film appartengono a unità d’élite dei servizi segreti militari che sfruttano il potere dell’Intelligenza Artificiale e della sorveglianza totale per distruggere Gaza. Non sono “nemici degli arabi”, osserva uno degli intervistati. Eppure crede di aver ucciso più donne e bambini del più accanito nemico degli arabi. Per quanto abominevoli siano i Pogrom in corso in Cisgiordania contro i palestinesi, perpetrati da gruppi di vigilantes Sionisti che occupano abusivamente le strade a meno di 60 chilometri a sud di Tel Aviv, sotto lo sguardo benevolo e l’occasionale aiuto delle Forze di Difesa Israeliane, la portata degli Omicidi di Massa di civili a Gaza è incomparabilmente maggiore.

I responsabili provengono dalle classi privilegiate dell’elegante e scintillante Tel Aviv, lo sfondo visivo dell’intero film. Tra i leitmotiv delle testimonianze emergono la prontezza a obbedire agli ordini e il piacere di superare difficili sfide tecniche (tecnodélice, come lo definiva il compianto Jean-Jacques Salomon). “Era divertente (kef)”, ha ammesso uno dei responsabili.

NAZA è un acronimo ebraico che significa “danni collaterali”. L’associazione con “Nazista” non è casuale; uno dei responsabili paragona la sua esperienza a quella dei Nazisti impegnati in Stermini di Massa Industrializzati, seppur meno sofisticati, all’inizio degli anni ’40. Quando, come molti giovani israeliani (e ebrei di altre nazionalità), fu portato a visitare i Campi di Sterminio Nazisti, si chiese come quei Nazisti potessero tornare a una vita normale dopo aver ucciso migliaia di persone al giorno. Ora, ammette, lo sa. Dopo una giornata passata a uccidere perlopiù donne e bambini, incontrava gli amici e si godeva la serata fuori.

Inizialmente, né i Nazisti né i Sionisti intendevano commettere un Genocidio. Nelle loro fantasie nazionaliste ed esclusiviste, i nazionalsocialisti tedeschi volevano espellere gli indesiderabili, rendere di nuovo grande una Germania “purificata” ed espansa e, nel caso dei Sionisti socialisti al potere nel 1948 e nel 1967, quando si verificarono massicce espulsioni, trasformare la Palestina in uno “Stato Ebraico”. Entrambi erano animati da una brama di terre: i Nazisti volevano terre fertili nell’Europa Orientale “purificate” dalla maggior parte degli slavi e da tutti gli ebrei, mentre critici e figure politiche hanno descritto la strategia territoriale di Israele come la ricerca del “massimo territorio con il minimo di arabi”.

Dall’inizio del Ventesimo secolo, i pionieri Sionisti hanno posto una forte enfasi sulla formazione dell’intrepido e valoroso Nuovo Uomo Ebreo, che si era liberato dalla condizione di vittima del passato. Nel suo elogio funebre per Theodor Herzl nel 1904, Vladimir Jabotinsky, fondatore e artefice dell’attuale corrente dominante del Sionismo, definì la nuova creatura in questo modo:

“Fu solo in seguito, di fronte alla resistenza fomentata dal movimento dei coloni, che gli israeliani assunsero il ruolo di vittime innocenti, costrette a difendersi. Le visite ai Campi di Sterminio Nazisti sono elementi essenziali degli strumenti didattici utilizzati per forgiare combattenti induriti”. Non c’è da stupirsi che la maggior parte di loro abbia definito l’attacco al Sud di Israele nell’ottobre 2023 “il più grande massacro di ebrei dall’Olocausto”. Si perse completamente la differenza tra i civili ebrei inermi presi di mira dai Nazisti e il potente Stato Ebraico che aveva espulso e confinato i palestinesi in un Campo di Concentramento a cielo aperto a Gaza. Riferendosi alla violenza che scatenano, gli israeliani usano spesso l’espressione “ein brera” (“non c’è scelta”), che preserva la loro autoimmagine e giustifica gli eccessi. È così che il Genocidio si è metastatizzato dall’Europa all’Asia Occidentale.

I protagonisti del film spiegano come utilizzano tecnologie sofisticate per monitorare ogni comunicazione telefonica dei palestinesi. Una delle frasi che l’Intelligenza Artificiale estrae da milioni di conversazioni è “Quando torna papà?”. È così che si decide di distruggere la casa del sospettato, insieme alla moglie e ai figli. Dietro gli schermi dei loro computer, coloro che individuano questi obiettivi possono poi sentire le grida di quei bambini feriti che pochi minuti prima aspettavano i loro padri.

Israele, molti dei cui politici sostengono e perseguono apertamente politiche fasciste, è giustamente orgoglioso di essere leader mondiale nell’innovazione tecnologica, una “Nazione Start-up”. Il suo vantaggio qualitativo sui Paesi vicini, garantito dalla legge americana, si basa sulla stretta collaborazione con il Conglomerato Militare-Industriale-Digitale statunitense. Una prossima legge integrerà formalmente l’esercito israeliano in tale complesso. A differenza dell’Ucraina, che funge principalmente da banco di prova per Palantir e altri fornitori occidentali di armi ad alta tecnologia, gli scienziati e gli ingegneri israeliani contribuiscono attivamente allo sviluppo di nuovi sistemi come Lavender, ampiamente utilizzati contro i palestinesi. Tutto ciò avviene all’interno del più ampio ecosistema di sostegno finanziario, materiale e strategico degli Stati Uniti. Non solo Washington, Berlino e Londra, ma persino Belgrado mantengono la linea vitale, o meglio la Linea Della Morte, di munizioni, materiali e servizi informatici esterni per Israele. Questi consentono a Israele non solo di opprimere e uccidere i palestinesi, ma anche di attaccare altri Paesi, svolgendo, come ha candidamente ammesso il Cancelliere tedesco Merz, “il lavoro sporco per tutti noi”. Non ci sono dubbi che Merz e le sue controparti occidentali fossero a conoscenza fin dall’inizio dei metodi che il nuovo film svela al pubblico.

Inoltre, l’esperienza israeliana in materia di sorveglianza e controllo della popolazione è richiesta in tutto il mondo. Ciò preannuncia pericoli per la riservatezza e la democrazia altrove. Gli strumenti di sorveglianza totale potrebbero allettare i governanti preoccupati da potenziali disordini sociali e persino rivoluzioni contro la crescente, e senza precedenti, polarizzazione economica. Germogli di fascismo sono stati notati in buona parte dell’Occidente politico. Le attività dell’ICE per colpire gli immigrati senza documenti negli Stati Uniti potrebbero essere solo l’inizio. La necessità delle classi dominanti di proteggere i propri privilegi alimenta la connivenza con Israele e contribuisce così all’impunità del Paese.

Analogamente, l’infiltrazione di Hezbollah con cercapersone esplosivi, che ha portato all’uccisione e alla mutilazione di migliaia di persone in Libano e Siria nel 2024, dimostra quanto chiunque possa diventare vulnerabile utilizzando dispositivi civili apparentemente innocui. NAZA non menziona questo raccapricciante episodio, che è oggetto di un altro recente documentario. I funzionari israeliani si sono vantati che per loro il palcoscenico è il mondo intero e che loro ne sono i protagonisti principali. In modo inquietante e orgoglioso, il Primo Ministro Netanyahu ha affermato che ognuno nel mondo porta un pezzo di Israele in tasca.

Il Genocidio Nazista di ebrei, slavi e molti altri ha scioccato gli europei soprattutto perché le vittime erano loro stessi europei. I loro Genocidi in Africa e nelle Americhe non avevano provocato una repulsione paragonabile. Un’altra importante causa dello shock è la razionale organizzazione del Genocidio Nazista. Gli israeliani a Gaza hanno utilizzato l’alta tecnologia, inclusa l’Intelligenza Artificiale, per elevare il livello di organizzazione a livelli senza precedenti. Specialisti e cecchini delle Forze di Difesa Israeliane ammettono di essersi sentiti come dei, capaci di uccidere persone praticamente a piacimento. I media israeliani hanno riportato casi di depressione al ritorno dei soldati alla vita civile. Per alcuni, la causa era la perdita del senso di onnipotenza. Sentivano di non essere più dei, ma solo dei nessuno persi nella folla. Altri veterani delle Forze di Difesa Israeliane soffrono di depressione di fronte al mondo Il disprezzo che subiscono, convinti della loro innocente condizione di vittime, non riescono a comprendere e ad attribuire all’antisemitismo.

Uno degli israeliani intervistati nel film era assegnato all’ala politica, che doveva utilizzare i media elettronici per diffamare, screditare e minare la credibilità dei critici di Israele. (Dopo l’uscita di NAZA nelle sale cinematografiche, gli israeliani hanno prontamente prodotto una versione falsa dal titolo fuorviante “Naza: The Real Story. Full Film” (Naza: la Vera Storia. Film Completo) nel tentativo di distogliere gli spettatori dall’originale, che, a differenza della versione falsa, non è ancora disponibile online). Questa operazione contribuisce alle misure repressive persino contro il sostegno politico, per non parlare di quello materiale, ai palestinesi in diverse nazioni europee e negli Stati Uniti. La critica a Israele è criminalizzata come antisemitismo. Agenti israeliani in questi Paesi forniscono informazioni mirate, molto probabilmente raccolte dai servizi segreti israeliani, a polizia, datori di lavoro e università, che prontamente intervengono per intimidire, arrestare, deportare, licenziare ed espellere i critici. Mentre Israele mina le libertà fondamentali di parola e di riunione nella maggior parte dei Paesi occidentali in cui opera, sta comunque perdendo la battaglia per conquistare l’opinione pubblica.

Di fronte al crescente malcontento pubblico in Europa e negli Stati Uniti, Netanyahu promette di trasformare Israele in una “Super-Sparta”: una società fortemente militarizzata e autosufficiente, capace di reggersi da sola in un contesto di crescente isolamento internazionale. I politici e gli esperti militari israeliani sono da tempo convinti che la definizione ufficiale di Israele come “Stato Ebraico e democratico” sia lacerata dalla tensione tra i due. I valori liberaldemocratici, apparentemente apprezzati dalle democrazie occidentali, devono cedere il passo alla Supremazia ebraica. Di conseguenza, la pace non è altro che un’opzione politica temporanea per Israele. Per parafrasare von Clausewitz, la politica è la continuazione della guerra con altri mezzi.

Gli Stati sono entità inanimate, ma sono gestiti da individui. Sebbene la gamma psicologica e politica tra gli israeliani sia ampia, il film NAZA illustra il sorprendente successo della creazione del Nuovo Uomo Ebreo, liberato dai vincoli morali della tradizione ebraica e dell’umanità nient’altro.

Una delle opere più famose di Francisco Goya si intitola “Il Sogno Della Ragione Produce Mostri”. Solitamente si interpreta come “quando la ragione si addormenta, appaiono i mostri”. Ma il termine spagnolo sueño significa anche “sogno” o “fantasia”. Lo Stato Sionista incarna la frase “Wenn ihr wollt, ist es kein Märchen” (“Quando lo vuoi, non è una favola”), scritta da Herzl, il fondatore del Sionismo politico, oltre un secolo fa. (Presenta una sorprendente somiglianza con il titolo del capolavoro cinematografico Nazista Triumph Des Willens, ovvero Il Trionfo Della Volontà). Il progetto che sembrava una fantasia e una favola si è realizzato grazie all’uso razionale delle risorse politiche, finanziarie e umane. Le azioni di Israele dimostrano che la razionalità strumentale, una caratteristica tipica della modernità, può anche produrre mostri. Inoltre, questi mostri sono convinti di essere normali, e lo sono anche la maggior parte degli israeliani che li circondano. Questo rende Israele un serio pericolo per la Regione, per il mondo e, naturalmente, per se stesso.

– Yakov M. Rabkin è professore emerito di storia all’Università di Montréal. Tra le sue pubblicazioni figurano oltre 300 articoli e diversi libri: Israel in Palestine (Israele in Palestina), Zionism Decoded in 101 Quotes (Il Sionismo Decodificato in 101 Citazioni), Science between Superpowers (La Scienza Tra le Superpotenze), A Threat from Within: a Century of Jewish Opposition to Zionism (Una Minaccia dall’Interno: Un Secolo di Opposizione Ebraica al Sionismo), What is Modern Israel? (Cos’è l’Israele Moderno?), Demodernization: A Future in the Past (Demodernizzazione: Un Futuro Nel Passato) e Judaïsme, islam et modernité (Ebraismo, Islam e Modernità). Ha svolto attività di consulenza per, tra gli altri, l’OCSE, la NATO, l’UNESCO e la Banca Mondiale.

Traduzione a cura di: Beniamino Rocchetto 
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